C125 – Auguri di Natale

Da maestra quale sono stata per tanti anni, non riesco ad immaginare un augurio di Natale senza poesia.
Ho deciso quest’anno di affidarlo ai versi di Trilussa, senza alcun riferimento a significati religiosi che l’immagine potrebbe evocare.

“Er presepio”

Ve ringrazio de core, brava gente,
pè ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore nun capite gnente…

Pé st’amore so nato e ce so morto,
da secoli lo spargo da la croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente,
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.

È un testo che, nel suo sfondo di amarezza, fa riflettere su grandi certezze di tutti i tempi: la verità sull’amore non viaggia attraverso la forma e lo scintillio delle apparenze, ma nella sostanza della coscienza, che non si vede con gli occhi.
È un invito alla trasparenza, alla correttezza nelle relazioni, all’onestà di pensiero e di azione, che non hanno bisogno di parole per essere espresse e comprese, e di cui tutti abbiamo un grande bisogno.
E allora che sia, per tutti noi, un Natale esattamente opposto a quello descritto dal poeta: un Natale di semplice verità, di luce senza effimero scintillio, di calore umano sincero e profondo.
Ancora più “semplicemente”, che sia il Natale del nostro Pranzo di solidarietà. Vi giungano i migliori auguri di buone festività da parte mia.

Il Dirigente Scolastico
D.ssa Cristina Costarelli

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