Il giornale degli studenti del Newton

La Mela

Speciale Dantedì

Maggio 2021

Una giornata dedicata alla Divina Commedia, quello che chiamiamo “Progetto Dante”, è per il nostro liceo un’occasione quasi rituale che da molti anni si ripete con voci e forme sempre diverse ma, per così dire, con ostinata e appassionata assiduità. Da circa quindici anni non ci siamo mai fermati.

Quest’anno, l’anno del settimo centenario dalla morte di Dante, quando mi sono trovata a pensare quale proposta suggerire per celebrare il 25 marzo è stato più difficile del solito: l’unica certezza era quella di voler dare ancora più voce agli studenti nutrendo la speranza di potere, almeno in parte, essere insieme dal vivo, “in presenza”. E’ nato così l’incontro che abbiamo chiamato “Libertà va cercando”.

Come tutti sanno le cose sono poi rapidamente precipitate ma il lavoro era avviato e tanti ragazzi, in videoconferenza, affiancati con cura dai propri docenti, hanno letto, studiato, pensato, riscritto, disegnato, sognato Dante.

Ancora una volta ho compreso quale forza potente ancora oggi emani dal verso dantesco; i ragazzi lo sentono e lo leggono, non necessariamente con rigore filologico ma con una forza e un entusiasmo altrettanto preziosi. Se si calano con attenzione nella lettura della pagina dantesca non rimangono indifferenti, i versi risuonano e restano impressi fin dentro il luogo più profondo della coscienza; un universo incredibile, mostruoso, fantastico e sublime prende forma e diventa vero: credibile perché veri sono gli uomini che lo popolano e soprattutto i sentimenti che lo animano. Attraverso la scoperta del molteplice mondo delle passioni che vivono nella Commedia i nostri ragazzi imparano un po’ di più a conoscere se stessi e a dare forma con nuova consapevolezza alle proprie emozioni.

“Libertà va cercando” è stato tutto questo e per noi insegnanti presenti è stato importante non solo ascoltare i nostri studenti ma soprattutto apprezzare il confronto e lo scambio fecondo che ha animato la conferenza.

Nonostante lo schermo, professori e studenti, ci siamo sentiti una scuola, ci siamo sentiti più vicini e ci siamo riappropriati della nostra identità.

Per la poesia senz’altro vale la riflessione che Aristotele fa a proposito della filosofia: “Tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa ma nessuna sarà superiore”.

Prof.ssa Laura Di Giammarino

Marzo 2021

Dante ci parla  – di Benedetta Matera

Il termine dignità indica l’onorabilità inerente alla persona umana per le sue essenziali qualità. La prima definizione di dignità è stata fornita nel IV secolo a.C. da Aristotele nell’Etica Nicomachea, dove il filosofo affermò che la dignità non consisteva nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli. Quattro secoli dopo il cristianesimo riconobbe la dignità di ognuno a prescindere dalle condizioni personali e sociali, essendo ogni uomo il riflesso di Dio. Ma l’apice del concetto di dignità venne raggiunto nella Critica della Ragion Pratica da Kant nel XVIII secolo con il riconoscimento della dignità ad ogni uomo in quanto essere razionale e perciò degno di essere considerato sempre come fine e mai soltanto come mezzo. Il documento che con maggior chiarezza sancisce l’uguaglianza in dignità e diritti è stato redatto nel 1948 sotto il nome di “Dichiarazione universale dei diritti umani”, il cui articolo uno recita:

Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire
gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza

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Gennaio 2021

Rientro sì… rientro no…  – di Valerio Forte

 In seguito alle indicazioni del Governo e della Regione Lazio, il 18 gennaio sarebbe stata la data del rientro a Scuola in presenza per gran parte degli istituti superiori della Capitale; questo non è, però, avvenuto per tutti: diversi studenti hanno organizzato una protesta contro il rientro al 50% nelle aule, proponendo la DAD al 100% fin quando non fossero state accertate le necessarie condizioni di sicurezza per gli spostamenti con i mezzi di trasporto pubblici.
Il Newton si è distinto nella partecipazione alla protesta per un’intera settimana. Cerchiamo però di capire meglio come si sia sviluppata la protesta, dalla sua organizzazione fino alla realizzazione.
I ragazzi del gruppo studentesco del Newton “Vox Populi”, dopo essersi resi conto delle innumerevoli criticità degli spostamenti urbani che tale rientro a scuola presentava, hanno deciso di organizzare una protesta che potesse sensibilizzare gli organi comp ortato a veri risultati. La scelta è ricaduta su un compromesso che mettesse d’accordo tutti: lasciare tutti gli studenti a casa e far seguire loro le lezioni a distanza, in modo da non rallentare ulteriormente lo svolgimento del programma scolastico, e allo stesso tempo creare il disagio di aver riaperto degli edifici pubblici senza ottenere la frequenza in presenza. Il gruppo studentesco si è occupato, inoltre, di creare una rete che comprendesse un ampio numero di scuole romane, in modo che la voce non fosse quella di un singolo ma di un intero gruppo; il rischio di non essere ascoltati era troppo grande! Fondamentale per la buona realizzazione era l’inclusione non solo di licei, ma anche di istituti tecnici e professionali, forse i più svantaggiati dal rientro al 50% per i numerosi laboratori ormai inutilizzati. Dopo aver organizzato il tutto i ragazzi di Vox Populi hanno presentato il progetto ai rappresentanti d’istituto i quali, dopo qualche modifica sul programma dello sciopero, hanno deciso di sposare il progetto e di proporlo agli studenti del Newton.

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Giugno 2020

Dal DADA alla DAD

In questi ultimi mesi dell’anno scolastico si è concretizzata la necessità di sviluppare una didattica che, pur discostandosi fortemente da quella tradizionale, consentirà comunque di portare a conclusione l’anno scolastico. Questa didattica a distanza (DAD) ha messo seriamente alla prova alunni ed insegnanti: tutti quanti hanno dovuto reinventarsi per fronteggiare la situazione di emergenza nazionale, catapultati in un mondo inusuale, del tutto estraneo al nostro quotidiano. Questo sicuramente per molti studenti è stato un periodo di crescita personale, poiché, durante questa transizione, si è verificata la necessità di adeguare il proprio metodo di studio per riuscire ad integrare i contenuti delle lezioni sincrone e asincrone online con il classico manuale di studio. Dopo una prima fase in cui sostanzialmente è mancata una linea comune nella riorganizzazione della didattica, la maggior parte dei professori è riuscita a trovare il modo di proporre videoconferenze, dotandosi anche laddove fosse necessario di attrezzature extra. Per mezzo di queste videoconferenze è come se la classe si fosse in qualche modo ricostruita, consentendo così di attenuare la monotonia di questi giorni, ognuno confinato e segregato nella propria abitazione. La DAD ha potuto prendere vita solo grazie allo sforzo che c’è stato da parte di tutta la scuola, il cui cuore pulsante è stato sicuramente la piattaforma Newton E-learning, anello di congiunzione tra studenti e professori, una vera e propria scuola virtuale, articolata in classi, ripartite in singole materie.

Benedetta Matera

RIFLESSIONI SULL’EMERGENZA COVID-19

Marzo 2020

Siamo di fronte a un periodo di profonda crisi economica, politica e sociale, le quali ripercussioni non ci sono ancora ben chiare. Da un giorno all’altro siamo stati privati di libertà che da tempo diamo per scontato, improvvisamente ci siamo trovati bloccati in casa, senza possibilità di condurre la nostra vita normalmente. Credo che sia, oltre che una tragedia, un’occasione di attenta riflessione, adesso tutti noi dobbiamo far fronte al tempo, alla noia, dobbiamo rimanere soli con noi stessi senza possibilità di fuggire dalle nostre ansie, dalle nostre paure. Non possiamo più soffocare la nostra mente con numerose attività frenetiche, che ci lasciano spesso alienati da noi stessi, possiamo provare a tenerci occupati e a non pensare, ma per forza i nostri problemi verranno a galla. In un mondo in cui la velocità e l’efficienza sono parola d’ordine, tutto è fermo, sospeso nel vuoto, senza il nostro controllo. Siamo privati del contatto umano e circondati da persone che hanno bisogno d’aiuto, mentre le strutture sociali che ci fanno sentire sicuri si screpolano davanti ai nostri occhi.
La scuola che ci dà una seconda casa, gli sport che sono valvola di sfogo, anche e dobbiamo sconfiggere ogni cosa da soli, internamente. Magari dopo qualche settimana non ce ne rendiamo conto e rimaniamo indifferenti, forse addirittura entusiasti di poterci permettere una lunga pausa,
ma più il tempo passerà più capiremo quanto siamo privi di gratitudine, di amore profondo e sincero verso uno standard di vita possibile solo grazie ai sacrifici di chi ci ha preceduto. Impareremo a caro prezzo che il mondo è fatto di tragedie inevitabili e imprevedibili, che possono schiacciare ogni certezza e ogni piano, impareremo che l’orrore può colpire chiunque, non importa quanto ci si circondi di barriere. Comprenderemo meglio la fragilità dell’uomo e, magari, ne usciremo tutti più uniti, più consapevoli che il nostro aiuto conta eccome, e che le nostre azioni hanno un impatto. Spero che questo colossale avvenimento non vada sprecato, bensì che ci faccia crescere e diventare veri cittadini, capaci di empatia e amore. Forse questo sacrificio enorme ci farà riconnettere a radici che abbiamo lasciato marcire da tempo e ci farà dare più valore a tutta la bellezza che ci circonda, in questo ho fiducia, come ho fiducia che la nostra nazione, anche se con fatica, sarà in grado di superare questa crisi.

Damiano Ferro

Edizione speciale: solidarietà

Gennaio 2020

L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo (Cit. da Edipo re, Sofocle) La solidarietà è prima di tutto un dovere inderogabile dell’uomo, come stabilisce l’articolo 2 della Costituzione italiana, ma anche l’essenza dell’umanità. Spesso noi ragazzi abbiamo riflettuto, parlato e ci siamo confrontati con gli insegnanti; poi abbiamo lasciato spazio ai nostri sentimenti pensando agli altri come nostri “amici”. Questa è la giusta modalità per comprendere cosa sia la solidarietà, dal piccolo gesto di altruismo dei singoli cittadini alle azioni delle grandi ONLUS,“organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, è possibile vedere come il muto soccorso contribuisca al buon funzionamento di una società. Grazie al sentimento di fratellanza di molti uomini e donne, oggi chi è in difficoltà può avere, gratuitamente, pasti caldi, un posto dove dormire, assistenza sanitaria e istruzione. È importante riflettere sul valore dell’altruismo, specialmente in un’epoca, come quella attuale, in cui si assiste al dilagare dell’odio verso chiunque sia portatore di diversità. L’unico mezzo per combattere questa avversione è la solidarietà, perché solo dando aiuto si può capire quali siano i beni di cui godiamo e che diamo per scontati, come un tetto sulla testa e il cibo quotidiano. Infine è giusto ricordare che lo stato di miseria in cui si trovano numerose popolazioni dei paesi del cosiddetto “terzo mondo” è stato provocato soprattutto dalle mire espansionistiche dei paesi più sviluppati. L’unica possibilità di sanare la situazione di svantaggio creatasi è fare emergere lo spirito di fratellanza e altruismo che non sempre nella storia dell’umanità è riuscito a manifestarsi.

Benedetta Matera

Dicembre 2019

IN QUESTO NUMERO:

  • Collettivo Rosa Parks
  • Nella prossima assemblea: manifestazioni ad Hong Kong
  • Cambiamento climatico
    • COP25, a Madrid fallita la conferenza sul clima
    • Surriscaldamento globale e le sue cause
  • il Newton e la periferia: “Alle volte spero, ma non saprei cosa”
  • Recensione dei film: “Il primo re” e “La terra degli ultimi
  • Caterina II di Russia: donne importanti nella storia…e sul piccolo schermo
  • Recensioni dei libri: “Leggenda del santo bevitore” e “Via dalla pazza classe