Circolo letterario

Arrivato al suo terzo anno di attività, il Circolo letterario del “Newton” è uno spazio, aperto al territorio, di condivisione e di discussione sull’umanità e sul mondo, a partire dalla lettura di opere significative del panorama letterario internazionale, classici e contemporanei. Vi partecipano gli insegnanti ideatori e responsabili del progetto – Carmela Mercurio, Vilma di Giacinto, Roberto Sandrucci, Alessandro Trionfetti – e tutti gli interessati che ne hanno fatto o che ne facciano richiesta: studenti del triennio in corso, genitori di studenti in corso, personale ATA, ex studenti del nostro Istituto (oggi universitari), genitori di studenti ormai diplomati, docenti del “Newton” arrivati alla pensione, docenti che in passato hanno prestato servizio presso il nostro Istituto, persone terze adulte presentate dai genitori (coniugi, amici, ecc.).

Gli obiettivi del Circolo letterario sono legati all’amore per la letteratura e, più in generale, alla passione per l’arte e per la cultura. Con riferimento diretto agli studenti, il Circolo, attraverso la comprensione partecipata degli elementi contestuali dei testi letterari, mira allo sviluppo di competenze interdisciplinari, in primis d’ordine letterario e storico-filosofico, e porta ad un lavoro individuale e collettivo sulla capacità di relazione e di introspezione.

Il libero scambio di opinioni, il confronto disinteressato, il dibattito garbato e aperto sono la modalità didattica che caratterizza tutte le attività del Circolo: non soltanto la lettura, ma, all’occasione, anche gli incontri con gli autori, il cinema di fiction e documentaristico, il teatro.

Il Circolo custodisce già un piccolo patrimonio di pagine. Ecco, in ordine cronologico, i titoli dei libri e i relativi autori di cui ci siamo occupati:

PASTORALE AMERICANA, di Philip Roth, del 1997: affresco dell’America degli anni Cinquanta e Sessanta, di un Paese diviso tra l’orgoglio nazionale dei genitori e la ribellione dei figli, con, sullo sfondo, il secondo Dopoguerra da un lato e la guerra del Vietnam, dall’altro.

MATTATOIO N. 5, di Kurt Vonnegut, del 1966: tra i più irriverenti manifesti anti-militaristi della storia del movimento pacifista, costruito sulle vicende della Seconda guerra mondiale e, in particolare, sul bombardamento di Dresda del febbraio 1945.

SUITE FRANCESE, di Irène Némirovsky, scritto tra il 1941 e il ’42, incompiuto, uscito postumo nel 2004: testamento spirituale della scrittrice francese, morta nel campo di sterminio di Auschwitz, sulla violenza e sullo scompiglio della guerra, ma anche sull’amore come sola possibilità di riscatto umano.

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI, di Paolo Giordano, del 2008: sensazionale caso letterario, dove si raccontano le vite incerte e disperate di due bambini “speciali”, problematici, poi adolescenti, infine adulti: Alice e Mattia.

IL PESO DELLA FARFALLA, di Erri De Luca, del 2009: sorta di fiaba dei boschi e delle vette, dove sono protagonisti la fatica di vivere, di uomini e animali, rispettivamente cacciatori e prede ma affratellati dal destino comune della morte.

I FRATELLI KARAMAZOV, di Fëdor Dostoevskij, del 1879: capolavoro della letteratura mondiale, monumento lirico di riflessione filosofica, religiosa, storica.

OPINIONI DI UN CLOWN, di Heinrich Böll, del 1963: testo cult di una intera generazione di tedeschi nati negli anni della Seconda guerra mondiale o nell’immediato secondo Dopoguerra, obbligati a fare i conti con l’eredità culturale del nazismo.

L’ARMINUTA, di Donatella Di Pietrantonio, del 2017: toccante resoconto della dolorosa vicenda di una figlia – che la famiglia non ha potuto crescere e che perciò è stata data in affidamento – alla ricerca della propria madre e del senso profondo della vita.

METÀ DI UN SOLE GIALLO, di Chimamanda Ngozi Adichie, del 2006: affresco africano della travagliata recente storia della Nigeria, negli anni della proclamazione d’Indipendenza, nel 1967, e della successiva guerra civile.

CORPO FELICE, di Dacia Maraini, del 2019: libro di militanza femminista, per l’uguaglianza di genere e le pari opportunità.

ETERNI SECONDI, di Rosario Esposito la Rossa, del 2019: un libro, pensato per i più giovani, nato all’interno delle attività della “Scugnizzeria di Scampia”, sull’importanza di imparare a perdere, ovvero sulla bellezza di saper resistere all’odio e all’indifferenza.

LO STRANIERO, di Albert Camus, del 1942: capolavoro della letteratura mondiale, uno dei manifesti del movimento esistenzialista; lucida descrizione del male di vivere, della mancanza di senso, del vuoto dell’anima; ma anche violenta accusa del perbenismo e dell’ipocrisia borghesi.

IL PROCESSO, di Franz Kafka, incompiuto, scritto tra il 1914 e il ’15, uscito postumo nel 1925: capolavoro della letteratura mondiale, romanzo sulla macchina infernale del vivere civile e sul destino tragico di ogni essere umano.

RAGAZZI DI VITA, di Pier Paolo Pasolini, del 1955: la Roma dei secondi anni ’40 e degli anni ’50, tra povertà, ruberie, speculazioni, furberie e mascalzonate di un gruppo di borgatari esclusi dalla politica dei partiti e dalla storia.

LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE, di Joseph Roth, del 1939: la storia di un clochard che vive sotto i ponti della Senna che ritrova la sua identità e la sua dignità prima di morire.

AMULETO, di Roberto Bolaño, del 1999: luminosa celebrazione della poesia, e condanna senza appello di ogni autoritarismo, condotte nel contesto degli scontri tra polizia e studenti universitari a Città del Messico nell’anno 1968.

A CIASCUNO IL SUO, di Leonardo Sciascia, del 1966: giallo ambientato nella Sicilia della malavita e della malapolitica, dove tutti sono colpevoli e nessuno è colpevole.

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